Ascoltare il francoprovenzale

Non sono ancora chiare le origini di questa isola linguistica che da secoli preserva se stessa sui Monti Dauni. Secondo l’ipotesi più accreditata, la nascita di questa enclave franco-provenzale, unica nel Sud Italia, si deve a Carlo D’Angiò. Dopo avere sconfitto i Saraceni a Lucera, il sovrano francese promulgò nel 1274 un editto con il quale richiamò dalla Francia in questo territorio non solo nobili e funzionari ma anche un gran numero di contadini e artigiani.

L’idioma è ancora oggi parlato dalla gente del posto e tramandato in filastrocche, poesie e racconti antichi. Per ascoltare la musicalità della lingua romanza è sufficiente avvicinarsi a qualcuno degli abitanti dei due piccoli centri e chiedere loro di raccontarne uno. Per preservare questo patrimonio culturale, a Celle di San Vito e a Faeto sono stati istituiti due Sportelli linguistici francoprovenzali. Tra l’altro, Celle di San Vito vanta il primato pugliese di essere il borgo più piccolo della regione con 170 abitanti.

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